Andiamo in piazza contro la repressione e per la giustizia climatica

Pubblicato da Redazione

il 13/01/2023

polizia trascina attivista per la giustizia climatica

Domenica 15 gennaio Terra! sarà in piazza a Roma al fianco di Ultima Generazione, Extinction Rebellion, Fridays for Future e di tutti i movimenti per la giustizia climatica, duramente colpiti da una serie di misure repressive.

Tra meno di un mese i giudici si esprimeranno sulle misure da adottare nei confronti di Simone Ficicchia, l’attivista di Ultima Generazione che dopo l’arresto potrebbe essere sottoposto a sorveglianza speciale, una misura applicata a soggetti ritenuti socialmente pericolosi ed è prevista dal codice antimafia. Simone, insieme ad altre ragazze e ragazzi del movimento, è stato più volte protagonista di gesti dimostrativi e dirompenti pensati per puntare i riflettori sulla gravità della crisi climatica e la mancanza di risposte istituzionali. L’ultima azione, costata l’arresto e l’accusa di danneggiamento aggravato, è stata quella del 2 gennaio in cui hanno scelto di spruzzare vernice lavabile sulla facciata di Palazzo Madama, sede del Senato.

Domenica saremo quindi in piazza per manifestare il nostro dissenso verso una decisione drastica ed esagerata . Non possiamo tacere di fronte a questa politica della repressione che mira a scoraggiare chi, in modo nonviolento e con gli intenti più giusti, esprime il proprio disagio per l’immobilismo di fronte alla crisi climatica.

Quella di Simone potrebbe essere solo l’ultima di una lunga lista di condanne e misure intraprese nei confronti di attivisti di movimenti e associazioni. Sembra una chiara tendenza della volontà del governo di mettere a tacere chi si mobilita per il clima, trasformando un tema politico in una presunta questione di sicurezza pubblica e spostando l’attenzione dalle motivazioni ai modi in cui le azioni vengono portate avanti.

Preoccupante anche la lettura proposta dai grandi media, che in modo paternalistico vogliono insegnare il galateo del dissenso, fatto di linee che non possono essere valicate. Un tentativo di plasmare un senso comune secondo il quale manifestare è accettabile solo quando si rimane nei ranghi e non si disturba il manovratore.

Noi non ci stiamo.

Anche se le nostre modalità di attivazione sono diverse, perché lavoriamo attraverso campagne di advocacy, costruiamo coalizioni dal basso e portando avanti progetti sul campo, pensiamo che sia indispensabile essere vicini e vicine a chi si mobilita con altre forme in prima persona per la causa climatica, che oggi rappresenta nientemeno che una minaccia esistenziale. È questo il momento di fare rete e dimostrare che le attiviste e gli attivisti che scelgono di agire in prima persona non sono sole o soli ma che migliaia di persone hanno a cuore il futuro del pianeta.

Venite in piazza con noi!


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