Dalla cittadinanza alle istituzioni: verso una food policy per Genova

Pubblicato da Redazione

il 31/01/2026

Sei quartieri, oltre 150 persone, mesi di assemblee cittadine: le Agorà del Cibo promosse da Terra! e Rete Ricibo hanno attraversato Genova per raccogliere bisogni, proposte e visioni sul sistema alimentare della città. Il 30 gennaio, al Genova Blue District, quel lavoro collettivo è arrivato alle istituzioni sotto forma di un Documento di Raccomandazioni: la richiesta è di avviare un Tavolo permanente delle Politiche del Cibo, intersettoriale e partecipato, per affrontare insieme povertà alimentare, spreco, perdita di tessuto agricolo e accesso a un cibo sano e sostenibile per tutte e tutti. 

Il 30 gennaio, al Genova Blue District, è stato piantato un altro seme importante per il futuro delle food policy. Le Agorà del Cibo, un ciclo di assemblee cittadine promosse da Terra! e dalla Rete Ricibo (capofila Comunità di San Benedetto al Porto), con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, hanno incontrato le istituzioni, consegnando a Francesca Ghio, Consigliera delegata alle Politiche del Cibo del Comune di Genova, e alle Assessore Silvia Pericu, Cristina Lodi e Rita Bruzzone, il Documento di Raccomandazioni per una Food Policy di Genova.

Il documento è il frutto di un lungo percorso partecipato che da maggio a ottobre 2025 ha attraversato sei quartieri della città: Voltri, Centro Storico, Certosa, Val Bisagno, Sampierdarena e Sturla. Un testo denso che raccoglie le proposte emerse dal confronto con oltre 150 persone: aziende agricole, enti del Terzo settore, gruppi di acquisto solidale, empori solidali, ristoratori, università, istituzioni e cittadine e cittadini attivi.

Ripensare il sistema alimentare

L’importante partecipazione al percorso dimostra come a Genova si sentano forti le pressioni di trasformazioni profonde. Negli ultimi anni, infatti, il numero di aziende agricole nel territorio genovese si è ridotto del 37%. parallelamente, i mercati rionali storici hanno chiuso uno dopo l'altro, schiacciati dalla crescita dei supermercati (+65% nel solo quinquennio 2019-2023). Oggi oltre 28.000 persone accedono ai servizi di distribuzione alimentare in città, mentre si stima uno spreco annuo di circa 10.000 tonnellate di cibo perfettamente edibile (3.500 delle quali solo nei supermercati). Di fronte a questi numeri allarmanti, le Agorà non si sono fermate alla denuncia: hanno lavorato per costruire proposte.

Cosa chiede il Documento di Raccomandazioni

Il documento di raccomandazioni (che puoi scaricare qui) individua nella costituzione di un Tavolo permanente delle Politiche del Cibo di Genova lo strumento centrale per avviare un percorso istituzionale strutturato e partecipato. Il Tavolo è pensato su più livelli: un Tavolo Comunale con funzione di coordinamento strategico e Tavoli Municipali operativi nei quartieri.

Cinque gli ambiti di intervento identificati come prioritari:

  1. Governance: dotare Genova di una politica del cibo stabile, intersettoriale e multilivello, con strumenti condivisi di programmazione e valutazione;
  2. Contrasto alla povertà alimentare: rafforzare le reti di servizi, ampliare i criteri di accesso, migliorare la qualità nutrizionale del cibo distribuito;
  3. Contrasto allo spreco e alle perdite alimentari: strutturare il sistema di recupero delle eccedenze e promuovere strategie di prevenzione lungo tutta la filiera;
  4. Produzione locale agroecologica, filiere corte e mercati locali: tutelare il suolo agricolo, sostenere le aziende agricole locali, rafforzare i canali di vendita diretta e i mercati di prossimità;
  5. Ristorazione scolastica, collettiva ed educazione alimentare: integrare criteri di sostenibilità e territorialità negli appalti pubblici, promuovere l'educazione alimentare nelle scuole.

Ciò che rende particolarmente rilevante il documento, però, è il suo carattere partecipato, sottolineato anche da Silvia Cama di Terra! e Roberta Massa di Ricibo, che hanno seguito da vicino il percorso. "Questo documento”, affermano “è emerso grazie al lavoro di tantissime cittadine e cittadini, che hanno deciso di mettere le loro competenze e la loro voglia di attivazione a disposizione di un percorso collettivo, che esalti la natura profondamente politica dei sistemi alimentari cittadini". Il risultato è un testo che può rappresentare “una bussola per le istituzioni genovesi, per costruire collettivamente delle politiche che diano alla città un sistema alimentare inclusivo, sostenibile e aperto alle sfide del futuro."

Roma, Milano e Bari: le altre food policy d’Italia

infine, è importante sottolineare, sempre in un’ottica di rete, che l'evento del 30 gennaio a Genova ha ospitato anche esperienze di food policy provenienti da altre città italiane:

Questo confronto con realtà diverse ha permesso di collocare il percorso genovese in un contesto nazionale più ampio, dove città come Roma, Milano e Bari stanno già sperimentando modelli di governance alimentare partecipata. 

A cornice della giornata, il capoluogo ligure ha ospitato anche la mostra "Le parole del cibo. Venti voci per nutrire l'agrobiodiversità", ideata da Terra! con l'Università degli Studi di Bari, e l'installazione "La Venere del pane", curata da Ricibo. La serata si è conclusa con un light dinner a base di prodotti agricoli locali, a cura di Asini e Basilico.

Scarica il Documento di Raccomandazioni


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