La trasparenza è uno dei valori che guida il nostro lavoro, ogni giorno.
Trasparenza in primo luogo nei confronti dei donatori, pubblici e privati. Il loro sostegno rende possibili le nostre azioni, il nostro lavoro di investigazione e denuncia.
Grazie a loro, ogni giorno ci impegniamo per costruire un’alternativa che tenga insieme giustizia ambientale e sociale.
Trasparenza verso tutti gli interlocutori interni ed esterni all’associazione, ai quali riteniamo necessario raccontare quello che facciamo e come finanziamo le nostre azioni, investigazioni e campagne.
Per questo scegliamo di pubblicare, ogni anno, insieme al bilancio anche la Relazione delle Attività, per raccontare meglio cosa è stato fatto, gli obiettivi raggiunti, le sfide affrontate, tutte e tutti insieme.
Nel 2025 Terra! ha continuato a rafforzare il proprio ruolo nel dibattito pubblico italiano ed europeo, consolidando un lavoro politico, culturale e sociale costruito negli anni attorno alla transizione agroecologica dei sistemi alimentari, alla giustizia ambientale e alla difesa dei diritti delle persone che lavorano la terra.
In un contesto segnato dall’aggravarsi della crisi climatica, dall’aumento delle disuguaglianze sociali e da uno scenario internazionale attraversato da guerre e tensioni sempre più profonde, abbiamo scelto di intensificare il nostro impegno, contribuendo a costruire una nuova narrativa capace di superare contrapposizioni strumentali e di rimettere al centro il legame tra ambiente, agricoltura, diritti e democrazia.
Il 2025 è stato infatti l’anno in cui Terra! ha lavorato con ancora maggiore determinazione per rafforzare un’alleanza concreta tra il mondo agricolo e il mondo ambientalista. Una saldatura necessaria, che parte dal riconoscimento di una realtà sempre più evidente: senza giustizia climatica non può esserci giustizia sociale, così come senza dignità del lavoro agricolo non può esserci alcuna transizione ecologica credibile. Abbiamo contrastato con forza la polarizzazione strumentale che continua a mettere agricoltori e ambientalisti su fronti opposti, alimentata da interessi economici e politici che difendono un modello produttivo insostenibile, fondato sullo sfruttamento delle persone, delle risorse naturali e degli animali.
Dentro questo quadro si inseriscono le attività che hanno segnato il nostro lavoro durante l’anno. Abbiamo ancora una volta denunciato il caporalato e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura con un’inchiesta sul campo e un lungo lavoro di pressione politica, riportando al centro del dibattito pubblico le condizioni di vita e di lavoro di migliaia di braccianti, che sono impiegati anche nei distretti di eccellenza del Nord Italia. Un nuovo punto di vista e di narrazione, che ha fatto emergere il carattere sistemico del fenomeno.
Allo stesso tempo, alcuni regolamenti e documenti approvati dalle istituzioni europee ci hanno portato a denunciare la dismissione del Green Deal - la strategia europea volta inizialmente ad attuare una transizione ecologica in ogni settore economico dell’UE, inclusa l’agricoltura - e il dietrofront sulla Politica agricola Comune (PAC), con cui si continua a finanziare un preciso modello di agricoltura, intensiva, industriale, su larga scala e portato avanti da grandi aziende.
Abbiamo iniziato a lavorare a un primo tentativo di risposta politica e sociale a questo arretramento, attraverso il dialogo con un fronte largo capace di ricomporre soggetti diversi attorno a un’agenda comune sul cibo, Terra Comune.
Abbiamo rafforzato la nostra azione contro il sistema degli allevamenti intensivi, raccontando gli impatti ambientali, sanitari ed economici, e promuovendo modelli alternativi di produzione e consumo fondati sul rispetto degli ecosistemi, del benessere animale e delle comunità locali. Abbiamo costruito un percorso di pressione politica sui rappresentanti di piccoli e grandi comuni, attraverso una proposta di legge che mira a frenare l’apertura di nuovi allevamenti.
Abbiamo lavorato sulla ricaduta dei nostri temi nelle città, al fianco delle comunità e delle istituzioni cittadine, al fine di rafforzare o di costruire da zero percorsi di Food Policy, le politiche locali del cibo. Abbiamo raggiunto importanti obiettivi nel lavoro fatto all’interno del Consiglio del cibo di Roma, guidato da Fabio Ciconte, abbiamo organizzato percorsi partecipati nella città di Genova e stimolato il dibattito sulla food policy all’interno della città di Bari.
E allora ripercorriamo quest'anno nella nostra Relazione di missione 2025.
Qui puoi scaricare le Relazioni delle attività degli anni precedenti.
Qui puoi trovare i Bilanci degli anni precedenti.
Qui puoi trovare l'archivio delle sovvenzioni e contributi ricevuti dalla Pubblica Amministrazione e Enti Assimilati (Legge 4 agosto 2017).