Pubblicato da Maria Panariello
il 03/02/2026
Sono 206 le iscrizioni registrate, tra aziende agricole, sindacati, enti di ricerca, associazioni, poli civici, gruppi di acquisto solidale, reti di impresa e operatori di mercati rionali e contadini. Un risultato importantissimo, che conferma la bontà del lavoro fatto finora e il potenziale che il Consiglio del Cibo di Roma può ancora esprimere. Nel biennio che si è appena concluso, infatti, i componenti del Consiglio erano 151. La conferma di vecchie realtà e la crescita di quelle nuove è il sintomo che le politiche locali del cibo rappresentano una scommessa vincente.
Dopo la consiliatura di Fabio Ciconte, presidente di Terra!, il prossimo 4 febbraio alle 17:30 in Aula Giulio Cesare in Campidoglio, il Consiglio si riunirà per l’elezione del nuovo presidente, che potrebbe confermare o sostituire Ciconte.
Il percorso appena concluso è stato ricco di imprevisti e criticità, dovute all’acuirsi della crisi sociale che ha toccato Roma e l’Italia intera, ma anche a un dibattito pubblico che ha polarizzato gli attori della filiera, produttori e cittadini consumatori in primis. Trovare una ricetta comune, che convincesse istituzioni, aziende agricole, imprese, cittadini e università non è stato semplice. Ma il lavoro degli otto Tavoli in cui si è strutturato il Consiglio è riuscito a centrare gli obiettivi.
In prima battuta, il Consiglio si è misurato con un tassello fondamentale di ogni città, la scuola. È qui che parte l’educazione dei più piccoli e delle famiglie, è qui che può nascere una nuova consapevolezza. Ecco perché, insieme al Tavolo “Ristorazione collettiva e scolastica”, il Consiglio ha scelto di introdurre un menù green nelle mense scolastiche romane, una volta al mese. Un provvedimento essenziale, soprattutto per chi, come noi, lavora alla transizione dei sistemi alimentari, che producono fino al 37% delle emissioni globali di CO2. Partire dal contributo della refezione scolastica è fondamentale, lo è per l’ambiente, per l’educazione dei più piccoli e per la salute di tutte e tutti noi.
Insieme al tavolo “Contrasto alla povertà”, il Consiglio ha poi deciso di lavorare sul tema della povertà alimentare. Un fenomeno multidimensionale, che spesso non riguarda solo la mancanza di cibo, e che va affrontato in modo strutturale da tantissimi attori istituzionali della città. Dopo molto lavoro, a dicembre Roma è stata la prima città italiana a dotarsi di una delibera di prevenzione e contrasto della povertà alimentare, approvata all’unanimità. Uno strumento prezioso, che vede il coinvolgimento dell’amministrazione capitolina e dei municipi romani, che hanno fatto propria questa delibera. All’interno di questo provvedimento, tanti strumenti per poter realizzare politiche trasversali intorno al tema della povertà alimentare, come l’apertura di “case del cibo”, luoghi polifunzionali, a disposizione degli attori della filiera, ma anche della cittadinanza che vuole progettare e incontrarsi per affrontare le questioni che ruotano intorno all’accesso al cibo.
Due provvedimenti necessari, che testimoniano un posizionamento trasparente di questa consiliatura e delle realtà che ne hanno fatto parte: costruire politiche del cibo sostenibili, per l’ambiente e le persone più fragili che attraversano lo spazio urbano. Difendere il cibo come diritto che unisce, non come privilegio che divide.