Tornano i voucher in agricoltura
Un attacco ai diritti dei lavoratori

Pubblicato da Redazione

il 24/11/2022

Lavoratore agricolo nei campi

Il governo Meloni ha inserito nella prossima manovra di bilancio il ritorno dei voucher in agricoltura. Uno strumento che, a intervalli regolari, entra e esce dal mondo del lavoro, colpendo sensibilmente i diritti dei lavoratori di alcuni settori in particolare: agricoltura, cura della persona e lavori domestici. Settori in cui proprio perché le percentuali di lavoro irregolare, nero e grigio, sono altissime, bisognerebbe applicare di più e meglio i CCNL. 

Oggi i voucher in agricoltura esistono, ma il loro ambito di utilizzo è ristretto a pochi soggetti, pensionati, studenti e disoccupati e a situazioni specifiche. Il loro graduale smantellamento è stato il frutto di lunghe battaglie, che hanno visto coinvolte realtà come Terra!, insieme al mondo sindacale, anche di fronte ai tentativi dell’allora ministro dell'agricoltura Gian Marco Centinaio di deregolamentare un settore cercando di promuovere i voucher come uno strumento di emersione dal lavoro nero.

Rispolverare questo strumento, come vuole fare il governo Meloni, peraltro aumentando il tetto fino ai 10mila euro annui, aprirebbe la strada ad un ulteriore indebolimento del mercato del lavoro in agricoltura e quindi dell’agricoltura stessa. Da anni denunciamo le più disparate forme di sfruttamento dei lavoratori agricoli e incentriamo la nostra azione politica sull'idea che una filiera più equa e più giusta sia quella in cui si rispettano i diritti di tutti gli attori in campo. Sono queste le premesse per contrastare il caporalato, l'impoverimento degli agricoltori, l'attacco alla qualità del cibo che mangiamo.

Il tentivo di questo governo di decontrattualizzare l'agricoltura, precludendo così la possibilità a tantissimi lavoratori di accedere a forme di tutela come ferie, maternità, malattia, disoccupazione - l'ammortizzatore sociale per eccellenza che spetta, a chi è in possesso di un valido rapporto di lavoro in agricoltura e di determinati requisiti, al termine delle stagioni di raccolta - vuol dire scegliere di fare pagare ancora una volta ai lavoratori lo stallo finanziario di questo paese. 

Inoltre, in agricoltura, un settore che già vive di stagionalità, ci sono tutti gli strumenti normativi per assumere i lavoratori (anche un solo giorno) seguendo le regole e venendo anche incontro alle imprese in termini di flessibilità. Nel nostro lavoro, incontriamo di continuo aziende, anche piccole, che provano, tra tante difficoltà, ad assicurare dei contratti regolari ai lavoratori. Reintrodurre i voucher è un affronto anche a queste persone!

Non è così che si costruisce il made in Italy, che questo governo dice di voler rappresentare!

E' anche in questo che l'idea di sovranità alimentare di questo governo differisce da quella dei movimenti ambientalisti!

Un settore produttivo è forte se tutti gli addetti che vi lavorano sono forti e hanno tutele! 

 

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