Pesticidi e deregolamentazioni PAC: un danno per agricoltura, ambiente e salute

Pubblicato da Federica Ferrario

il 05/02/2026

Presto in Europa potrebbero essere approvate norme più morbide per pesticidi, e additivi per mangimi.

È la proposta contenuta in uno dei pacchetti di deregolamentazione Omnibus, presentato a dicembre 2025 dalla Commissione Ue, che mira a "semplificare" norme su alimenti e mangimi, modificando il Reg. 1107/2009 sui prodotti fitosanitari, che era stato approvato per garantire la salute umana, degli animali e dell’ambiente. L’ennesimo attacco al cibo e all’agricoltura sostenibili, l’ennesimo ostacolo ad ogni tentativo di avviare una seria transizione ecologica nel comparto agricolo. Le maggiori criticità risiedono nella concessione di autorizzazioni illimitate per determinati pesticidi e additivi mangimistici, unitamente all'estensione fino a tre anni dei periodi di grazia per l'impiego di pesticidi già banditi.

Un vero colpo alla legislazione europea sui pesticidi e sulla salute pubblica.

Il pacchetto include autorizzazioni illimitate per la maggior parte di sostanze attive (tranne casi specifici), eliminando i rinnovi periodici, smantellando così l’attuale sistema di valutazione dei rischi.

Oggi infatti, i principi attivi alla base dei pesticidi in commercio periodicamente devono essere sottoposti a nuova valutazione (di solito ogni 15 anni), per certificare le nuove e più accurate evidenze scientifiche sui rischi. L’eliminazione di questo meccanismo, invece, potrebbe consentire a pesticidi pericolosi di rimanere in commercio a tempo indefinito, essere irrorati nei nostri campi e, di conseguenza, finire il percorso sulle nostre tavole.

Allo stesso tempo, la proposta limita la capacità degli Stati membri di basarsi sulle più recenti evidenze scientifiche quando autorizzano pesticidi a livello nazionale. Non solo, la proposta estende i periodi di tolleranza per le sostanze che devono essere ritirate dal mercato - per motivi sanitari e ambientali - permettendo l’utilizzo di pesticidi pericolosi fino a tre anni.

Una proposta che suona ancora più paradossale, date le evidenze scientifiche sulle proprietà tossiche dei pesticidi.

Il 70% dei suoli europei è contaminato da residui di pesticidi, con effetti profondi sulla biodiversità. È quanto emerge chiaramente e drammaticamente da un nuovo studio pubblicato su Nature, che ha analizzato 373 siti in 26 paesi, dai campi coltivati alle foreste e praterie.

Coordinato dal Joint Research Centre UE, dall’Università di Vigo e da quella di Zurigo, lo studio ha esaminato 63 pesticidi su batteri, funghi, nematodi (microrganismi vermiformi utilizzati per il controllo biologico dei parassiti) e artropodi (invertebrati come insetti, ragni e grilli). I residui sono stati rilevati nel 70% dei casi e non colpiscono solo i parassiti per i quali vengono utilizzati, ma interi ecosistemi vitali.

La vita del suolo sostiene funzioni essenziali: produzione alimentare, stoccaggio di carbonio, regolazione idrica e prevenzione dell'erosione. Eppure, fungicidi (54%), erbicidi (35%) e insetticidi (11%) - capitanati dal glifosato, classificato dall’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) come "probabile cancerogeno" - arrivano ovunque, persino in aree non trattate, trasportati dal vento.

I danni sono specifici: funghi (che aiutano l’assorbimento di acqua e nutrienti) e nematodi sono tra i più colpiti.

Risultato? Suoli meno fertili, ricorso a sempre più fertilizzanti per mantenere le rese agricole e così via in un ciclo continuo.

Come avvertono i ricercatori che hanno condotto lo studio, le funzioni naturali del suolo si riducono, con impatti su produzione e resilienza. I geni chiave per il riciclo di nutrienti sono compromessi, colpendo non solo l'agricoltura intensiva, ma l'intero equilibrio ecosistemico.

Un campanello d'allarme per l'agricoltura

Lo studio, il primo con dati esaustivi su scala continentale, chiede valutazioni del rischio più efficaci sui pesticidi. I pesticidi, come ci ricorda questo studio, persistono nei suoli, diffondendosi ben oltre i confini dei campi. Per gli agricoltori questo rappresenta un monito chiaro, l’ennesimo: ridurre l’uso di pesticidi significa preservare la fertilità a lungo termine, essenziale per un'agricoltura sostenibile.

La strategia dello struzzo

Invece di agire con coerenza rispetto a quanto ci suggerisce la scienza, la deregolamentazione prova a farci mettere la testa sotto la sabbia, e ignorare la realtà. E’ una proposta che va in netta contrapposizione al principio di precauzione e rappresenta piuttosto un regalo per l’industria dei pesticidi, con buona pace per l’ambiente e la salute, in primis quella dei nostri agricoltori.

Un altro passo in senso contrario rispetto a una necessaria transizione agroecologica, che va osteggiato e rispedito al mittente, ora la domanda è: il governo italiano chi preferirà tutelare, l’interesse pubblico o l’industria dei pesticidi?


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