Il progetto e i musicisti

Il 9 novembre Terra! presenta l’Orchestra dei braccianti
22 Ottobre 2018
IN CAMPO! Senza caporale
29 Ottobre 2018
Mostra tutto

Orchestra dei Braccianti: il progetto

Combattere il caporalato con la musica. Con questa missione è nata l’Orchestra dei Braccianti, un progetto che riunisce musicisti, lavoratori agricoli e migranti di varie nazionalità uniti dal forte legame con la terra. Ne fanno parte 9 elementi, provenienti da 5 paesi diversi: Italia, Senegal, Gambia, India e Nigeria. Tra loro vi sono giovani che hanno vissuto il dramma della migrazione e quello dei ghetti nelle nostre campagne. Come Joshua, cantante e tastierista nigeriano emigrato passando per la Libia nel 2017 e poi impiegato nella raccolta dell’uva e dei meloni in Puglia. O come Mbaye, partito dal Gambia due anni fa e oggi residente nel più grande ghetto d’Italia, Borgo Mezzanone. Accanto a loro suonano musicisti affermati, messi insieme grazie al lavoro della coordinatrice del progetto, Giulia Anita Bari, del direttore artistico Federico Pascucci e di un coordinamento di artisti formato da Sergio Dileo, Luca Cioffi e Emanuele Brignola. Così è nato questo questo mix di talenti emergenti e consolidati con la missione di tradurre in musica tematiche dal forte impatto sociale.

In questi anni abbiamo portato avanti ricerche e campagne sui temi dell’agricoltura, delle filiere alimentari, per denunciare le cause dello sfruttamento del lavoro nei campi e l’insostenibilità di un’industria che troppo spesso produce povertà, segregazione e diseguaglianza. Con l’Orchestra dei Braccianti vogliamo dare voce a chi subisce gli impatti sociali di un sistema iniquo, a chi vive nei ghetti, a chi si batte per i diritti dei lavoratori della terra.  

Le attività dell’Orchestra dei Braccianti sono sostenute dalla Fondazione Alta Mane Italia.

Le attività dell’Orchestra sono state inoltre sostenute dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo e dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Le attività concertistiche sono coordinate con il supporto dell’agenzia di booking Low Fi Promotion.

I musicisti

Giulia Anita Bari [Italia]

Violino e Coordinamento del progetto

Giulia Anita Bari ha una formazione artistica e giuridica. Ha studiato violino al Conservatorio di Musica di venezia e Relazioni Internazionali e Diritti Umani all’Università di Padova, specializzandosi in Diritto dell’Unione europea presso la Facoltà di Scienze politiche di Firenze, con un focus particolare sulla tutela dei lavoratori extracomunitari. Ha lavorato in numerose organizzazioni internazionali e ONG in Italia e all’estero (UNHCR, ActionAid, Oxfam, MEDU, SCI, Terra!), in particolare come responsabile di progetti sul campo relativi alla tutela dei lavoratori stranieri impiegati in agricoltura. Negli ultimi anni ha vissuto in Calabria, Basilicata e Puglia, lavorando quotidianamente nelle baraccopoli in cui vivono i lavoratori agricoli provenienti principalmente dall’Africa sub-sahariana. Oggi lavora come violinista ed è responsabile del progetto Orchestra dei Braccianti.

 

Federico Pascucci [Italia]

Direzione Artistica

Federico Pascucci è un sassofonista, clarinettista, compositore, arrangiatore. Ha vissuto l’esperienza della musica jazz attraverso un’intensa attività di studi e concerti in Europa, vivendo stabilmente nelle città di Lisbona, Amsterdam e Roma. Nel corso della sua carriera di studi si è formato presso la Scuola di Musica di Testaccio (Roma), il Conservatorio di Frosinone, la Fondazione Siena Jazz e il Conservatorium van Amsterdam con numerosi insegnanti (Kurt Rosenwinkel, Eric Harland, George Garzone, Jim Snidero, Jeff Ballard dagli USA, così come maestri italiani come Pierluigi Quarta, Maurizio Giammarco, Enrico Rava, Paolo Fresu e Gianluigi Trovesi). Da anni si dedica allo studio delle musiche tradizionali est europee e dell’Asia Minore, fondando uno dei più importanti Festival italiani a riguardo (Errichetta Festival) e dirigendo le attività della Balkan Lab Orchestra di Roma. Ha insegnato in Libano agli studenti provenienti dai campi di rifugiati siriani e palestinesi.


Foto: Andrea Boccalini

Joshua Ojomon [Nigeria]

Voce e tastiera

Nato in Nigeria nel 1993, inizia giovanissimo a cantare e a scrivere canzoni, imparando da solo a suonare il pianoforte. “Lo sappiamo, non è facile fare il musicista. La mia famiglia non voleva ma io avevo un motivo troppo profondo”.  Arriva in Italia nel 2017, passando dalla Libia. “La vita in Nigera non è stata facile per me. Ho la pelle bianca, pensavano fossi diverso. Qui vorrei studiare, fare una scuola di musica e di lingua italiana. Per il momento ho lavorato in campagna, alla raccolta dell’uva e dei meloni. Stiamo cercando di sistemare la nostra vita, non è cosi facile. Ma quando sento la musica mi batte il cuore”.


Foto: Andrea Boccalini

Adam [Senegal]

Voce, freestyle

Dal ‘Senegambia’ – parte della famiglia è del Senegal, parte del Gambia – decide di avventurarsi nel mondo della musica sette anni fa. “Mi piace la musica perché continuo a credere che attraverso questa si possa cambiare il mondo”. Arriva in Italia due anni fa e finisce al ghetto di Borgo Mezzanone. Oggi Borgo Mezzanone è il più grande insediamento informale d’Italia: situato nel Foggiano, accoglie braccianti agricoli, senza fissa dimora, persone emarginate. “E’ il posto che riconosco come casa, l’unico da quando sono arrivato in Italia”.


Foto: Andrea Boccalini

Mbaye [Gambia]

Voce, Africa subsahariana

Cantante gambiano, Mbaye è arrivato in Italia nel 2016. “Mi hanno accolto al Cara di Borgo Mezzanone – racconta – Ma finita l’accoglienza non sapevo dove andare. Quindi mi sono spostato nel ghetto a fianco”. In Gambia aveva un gruppo con cui suonava musica tradizionale, una passione coltivata anche in famiglia: “Mia madre era una musicista. Le era ed è la mia ispirazione, anche ora che non c’è più. La musica sopravvive ad ogni cosa”.


Foto: Andrea Boccalini

Poppi Alaudipuria [India]

Voce, percussioni indiane

Nasce nel 1987 in India, iniziando in gioventù a dedicarsi al canto e alle percussioni. Nel 2012 affronta un lungo viaggio per arrivare in Italia, in cerca di una vita migliore. Oggi lavora come addetto al magazzino in una impresa agricola. “Quando torno in India, ogni paio d’anni, continuo a ricevere inviti per suonare in pubblico, ma qui in Italia è stato più difficile. Ho scritto qualche canzone per altri, ma ora ho deciso di farlo per me e ho registrato un brano in uno studio di Foggia. Sono felice di suonare con l’Orchestra dei braccianti, sono tutti molto bravi e facciamo della buona musica”.


Foto: Andrea Boccalini

Luca Cioffi [Italia]

Percussioni indiane, sudamericane e coordinamento artistico

Inizia da adolescente a studiare musica cubana, per poi aprirsi alle sonorità mediorientali. Ha vissuto in Grecia e in India, dove approfondisce lo studio delle percussioni tradizionali. Da alcuni anni vive a Bacoli, vicino a Napoli. Qui, oltre al musicista, fa il contadino: “Ho sempre desiderato sapere cosa mangio e quello che mangio cerco oggi di produrlo con le mie mani. Stare in mezzo alla terra mi ha fatto ritrovare un pezzo di me che mi mancava, un pezzo fondamentale per crescere e avere un nuovo legame con gli strumenti che suono”.


Foto: Andrea Boccalini

Emanuele Brignola [Italia]

Basso e coordinamento artistico

Nato e cresciuto e Roma, inizia suonare da giovanissimo l’organetto Bontempi e la chitarra per poi dedicarsi allo studio del basso “per colpa di Bob Marley e dei Police”. Ha suonato con i grandi nomi della scena italiana: dai Tiromancino a Daniele Silvestri, Cristina Donà, Alex Britti, Max Gazzé, Niccolò Fabi. “Da casa mia si sente solo il suono della campagna, si prende il cibo dai contadini e si vede lontano. Senza cemento, senza i rumori della città”.

 


Foto: Andrea Boccalini

Sergio Dileo [Italia]

Sassofono, flauti tradizionali e coordinamento artistico

Polistrumentista lucano, si specializza nello studio del basso,collaborando con importanti musicisti quali Daniele Sepe. Passa quindi al sax, di cui presto diviene un virtuoso, e allo studio di strumenti a fiato della tradizione popolare italiana, dell’est Europa e dell’Asia Minore. Originario di Venosa, nel nord della Basilicata, da anni promuove attività in supporto dei braccianti stranieri residenti nei numerosi insediamenti informali presenti nella zona. A preso parte agli innumerevoli Antischiavitour promossi da Sandro Joyeux nei ghetti e nel 2011 ha prodotto Là-bas, uno dei primi videoclip girati nel ghetto di Boreano.


Iacopo Schiavo [Italia]

Chitarra

Si forma in chitarra Jazz presso il Saint Louis Collega di Roma, i conservatori Martini di Bologna e Santa Cecilia di Roma. Ha insegnato come tutor presso Det Jyske Musikkonservatorium di Aalborg (Danimarca). Le sue esperienze musicali abbracciano stili differenti: dalla musica popolare italiana al folklore argentino, alla musica cubana, al pop, al flamenco e al jazz. E’ compositore e leader della band OutAut, ha collaborato con musicisti quali Sinedades, Atrìo, V.E.M.M., Mads Houe and the Quavers, SuRealistas, Paride Pignotti, Takadum Orchestra, e porta avanti un personale uso della chitarra classica nel Jazz e nei generi popolari.

 

 

1 Comment

  1. Lara daloiso ha detto:

    Benissimo!!ditemi tutte le date verrò sicuramente