Pubblicato da Redazione
il 15/01/2026
Negli ultimi mesi, a Genova, si è fatto un gran parlare di cibo e di ciò che si nasconde dietro la filiera agroalimentare. Aziende agricole, realtà associative, ristoranti, Gas (gruppi di acquisto solidale), ricercatori e comuni cittadini hanno scelto di incontrarsi nelle "Agorà del cibo", assemblee cittadine nate per fare emergere criticità e proposte a proposito della produzione, distribuzione e del consumo di cibo in città.
A Genova, si è iniziato cioè a discutere di food policies, cioè di quelle strategie e di quegli strumenti, che un'amministrazione può adottare per orientare e governare il sistema alimentare di una città, proprio come stiamo facendo nella città di Roma.
Scopri di più sulla Food policy di Roma
A gennaio, il percorso delle Agorà culmina in due eventi finali. Nato da un'idea di Terra! e di Ricibo, una realtà genovese molto attiva nel mondo dello contrasto allo spreco alimentare e nella redistribuzione delle eccedenza, nell'ambito del progetto "Generazione cibo - Cittadinanza attiva per un sistema alimentare sostenibile", questo percorso è stato sostenuto da Compagnia di San Paolo.
L’iniziativa del 16 gennaio vedrà tutti i partecipanti delle Agorà del Cibo riuniti per condividere, integrare e approvare la bozza di documento di raccomandazioni. Questo documento sarà poi consegnato alle istituzioni genovesi durante una seconda iniziativa, “Verso una food policy per Genova”, che si terrà il 30 gennaio dalle 16:00 alle 19:30 presso il Genova Blue District, a cui parteciperanno diversi assessori e la Consigliera delegata alle politiche del Cibo del Comune di Genova.
Le Agorà hanno attraversato la città da maggio a ottobre 2025, facendo tappa in sei quartieri: Voltri, Centro Storico, Certosa, Val Bisagno, Sampierdarena e Sturla. Al centro degli incontri, i luoghi di produzione, distribuzione e consumo di cibo e il cibo stesso: sostenibile, equo, accessibile a tutti, uno strumento realmente politico per contrastare le disuguaglianze cittadine.
Tante le proposte e i confronti emersi dai territori, tanti i dati e le analisi dei bisogni della popolazione residente, raccolti anche attraverso questionari distribuiti a reti e associazioni che animano la città.
I cambiamenti sociali e urbani a Genova negli ultimi decenni hanno riguardato molti attori della filiera del cibo: le aziende agricole sono diventate sempre di meno e sono più isolate; la storia dei mercati rionali ha visto un graduale declino, spinto dalla concorrenza dei supermercati che negli ultimi 5 anni sono aumentati oltre il 65%; il calo del reddito reale (-4,4% negli ultimi 20 anni) e le offerte di lavoro povero (in particolare nella ristorazione e commercio) hanno aggravato la situazione.
A Genova si è allargata la fascia di persone in povertà assoluta. Oggi oltre 28.000 persone accedono ai servizi di distribuzione alimentare, ma il numero di chi vive una condizione di povertà alimentare è probabilmente più del doppio. I servizi di contrasto alla povertà alimentare in città sono più di 200 tra servizi di distribuzione pacchi, empori sociali, mense e distribuzione in strada.
Le distorsioni del mercato agroalimentare hanno portato all’aumento di perdite alimentari in campo e degli sprechi. A Genova è stato registrato uno spreco alimentare annuo di circa 10.000 ton di cibo perfettamente edibile, di cui circa 3.500 ton solo nei supermercati.
Nel 2023 il Comune di Genova ha ricevuto il premio nazionale “Vivere a Spreco Zero”. Questo riconoscimento è stato l’innesco della nascita del primo“Tavolo per una Strategia Condivisa di Food Policy ”. Tuttavia, il tavolo era incardinato esclusivamente presso l’Assessorato alle Politiche Sociali, con un approccio parziale e non sistemico al tema del cibo.
L’impostazione adottata era per lo più top-down (dall’alto verso il basso) con partecipazione limitata, circoscritta a una parte dei soggetti portatori di interesse. Ne risultavano esclusi attori chiave della filiera alimentare, in particolare sul versante produttivo e della piccola distribuzione, quali le aziende agricole e i Gruppi di Acquisto Solidale (GAS).
Oggi, alla luce del conferimento della delega alle politiche del cibo, la nuova Amministrazione comunale ha dimostrato di aver contezza dell'importanza che questo tipo di politiche possa avere per lo sviluppo della città. E grazie anche agli incontri delle Agorà del cibo, si è fatta strada la convinzione secondo cui per avviare un processo di ridefinizione delle politiche del cibo cittadine, occorra adottare un approccio bottom-up (dal basso verso l’alto), che coinvolga tutti gli attori chiave della filiera agroalimentare della città e che assuma una valenza intersettoriale a livello istituzionale
Venerdì 16 gennaio, dalle 16:00 alle 19:30, presso il Genova Blue District, si svolgerà la tappa finale delle Agorà del cibo. Per l’ultima volta, i partecipanti agli incontri dello scorso anno, si incontreranno per co-scrivere e approvare un documento di raccomandazioni. Un percorso che vede istituzioni e cittadinanza lavorare insieme verso un obiettivo comune.
Venerdì 30 gennaio, dalle 16:00 alle 19:30, presso il Genova Blue District, alla delegata alle Politiche del cibo, Francesca Ghio, e a diversi assessori del comune di Genova, sarà presentato il documento di raccomandazioni chiuso e approvato il 16 gennaio. Nel corso della giornata, saranno ascoltate le esperienze di food policy provenienti da altre città, Milano, Bari e Roma.
Le politiche locali del cibo sono una forma sistemica di governo del territorio, in grado di valorizzare il carattere ambientale, sociale, economico, educativo, benefico del cibo. Attualmente le città sono chiamate a svolgere un ruolo chiave nella transizione verso la sostenibilità e le politiche del cibo rappresentano uno strumento utile per ripensare l’intero modello di produzione e consumo locale. In Italia, già in altre città, sono attive o stanno nascendo percorsi di food policy.
NEWS