Ok dell’Europa ai nuovi OGM: decisione assurda a scapito di cittadini, agricoltori e ambiente

Pubblicato da Federica Ferrario

il 17/06/2026

Il 17 giugno il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo regolamento sulle piante NGT (Nuove Tecniche Genomiche), dando il via libera ad una ampia deregolamentazione dei nuovi OGM. Nonostante le proteste di agricoltori, orticoltori, selezionatori, trasformatori e operatori del commercio, il Parlamento europeo e i Paesi membri   hanno deciso di annullare la libertà di scelta dei consumatori e di ignorare i rischi per la salute e per l’ambiente.

Oggi è un giorno triste per i cittadini e gli agricoltori europei. Invece di tutelare i diritti di cittadini, agricoltori e ambiente, si è scelto di proteggere i profitti di pochi colossi biotech, con una deregolamentazione che non ha alcuna base scientifica ed è costruita su false promesse di sostenibilità. Il Parlamento europeo ha deciso di deregolamentare i nuovi OGM (le cosiddette nuove tecniche genomiche, NGT) ed escluderli da valutazioni di sicurezza, tracciabilità ed etichettatura, e imprigionare l’agricoltura in una ulteriore serie di brevetti.

Deregolamentazione degli OGM, cosa significa in pratica?

In pratica, ciò significa che cittadini, agricoltori e trasformatori alimentari hanno perso il diritto di scegliere il cibo che vogliono coltivare, acquistare e mangiare, poiché – senza etichettatura e tracciabilità - i nuovi OGM saranno loro nascosti. Inoltre, in caso di danni a persone, animali o ambiente, nessuna azienda biotech potrà essere ritenuta responsabile e le conseguenze ricadranno invece sulla collettività. Infine, in assenza di garanzie sui brevetti, giganti come Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta e Basf, potranno rivendicare la proprietà persino di sementi e di prodotti ottenuti da selezione classica, brevettando caratteristiche che possono presentarsi anche naturalmente o attraverso metodi di selezione convenzionali.

La filiera agroalimentare contro il regolamento NGT: c’è in gioco la libertà di scelta 

Come esplicitato anche in una lettera congiunta di agricoltori, orticoltori, selezionatori, trasformatori e operatori del commercio al Parlamento UE, solo pochi giorni fa, migliaia di aziende del settore sementiero, agricolo, della trasformazione e del commercio alimentare attendevano il voto con grande preoccupazione. La posta in gioco era la salvaguardia della nostra libertà di scelta.

Salvaguardare la possibilità e il diritto di produrre e consumare - anche in futuro - alimenti senza OGMsia in biologico che in convenzionale – e con essi i relativi caratteri distintivi e i vantaggi competitivi delle aziende italiane. Garantire efficaci norme di coesistenza e di responsabilità secondo il principio "chi inquina paga", e procedure obbligatorie di controllo e tracciabilità. Salvaguardare la valutazione del rischio per tutte le piante NGT e l'obbligo di etichettatura fino al prodotto finale. Salvaguardare il principio di precauzione. Bloccare i brevetti su piante e prodotti da selezione convenzionale e su piante e prodotti NGT.

Il futuro di molte aziende viene invece gravemente minacciato dalla decisione odierna. Per la cosiddetta categoria 1 delle piante NGT si aboliranno tutte le regole. Verranno meno tutte le misure di protezione da contaminazioni NGT e le norme di responsabilità. Le contaminazioni nella filiera produttiva saranno praticamente inevitabili. Sarà complesso produrre sementi o alimenti senza OGM, né in convenzionale né in biologico, se non a costi e con sforzi elevatissimi. La proposta passata oggi è concepita unilateralmente a favore dell'industria biotech. I settore - convenzionale e biologico - libero da OGM, dovrebbe invece sostenere da solo tutti i costi, i danni economici e i rischi.

Il rischi per la salute e per l’ambiente

I danni all'ambiente e alla salute verrebbero scaricati sulla collettività, invece di istituire quantomeno un fondo di garanzia a carico dei responsabili. Il lavoro delle piccole aziende sementiere è gravemente minacciato: sia dai rischi di contaminazione, sia dai brevetti. Si profila una maggiore dipendenza da pochi attori, maggiori costi e perdita di agrobiodiversità. Anche il diritto di scelta dei consumatori verrebbe meno. Per questi motivi, il progetto di legge contraddice il principio di precauzione, la tutela dei consumatori e la libertà d'impresa.

Questo regolamento sulle piante NGT, mette a rischio la nostra libertà di scelta, la nostra competitività, la nostra indipendenza e sovranità alimentare, nonché l'ambiente e la biodiversità. A fare da eco alla decisione irresponsabile odierna resta una amara domanda: se gli sviluppatori di nuovi OGM sono così sicuri e fieri dei loro prodotti, come mai hanno lavorato e speso tanto per tenerli nascosti, invece di metterli in evidenza con una chiara tracciabilità ed etichettatura?

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Il nuovo regolamento europeo sulle NGT in sintesi

I limiti per la libertà di scelta dei consumatori

Il regolamento previsto per le piante NGT impedirà la libertà di scelta dei consumatori. Non ci sarà nessun obbligo di etichettatura per le cosiddette piante OGM NGT-1. Non potremo più decidere autonomamente cosa vogliamo mettere sulle nostre tavole.

I rischi connessi all’uso delle piante NGT

Non ci sarà più alcuna valutazione del rischio per le piante NGT-1, nonostante sia scientificamente provato che anche queste piante NGT sono OGM e quindi comportano rischi. Si afferma che le piante NGT-1 dovrebbero essere "equivalenti" a quelle frutto di selezione convenzionale. Questo però non è scientificamente sostenibile. La presunta "equivalenza" con le piante da selezione convenzionale non sussiste. Inoltre, i criteri non danno alcuna indicazione su quanto le piante NGT siano rischiose. Per questo, esperti, tra cui l'Ufficio federale tedesco per la conservazione della natura (BfN) e l'autorità nazionale francese per la sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro (ANSES), chiedono una valutazione del rischio obbligatoria caso per caso e relativo monitoraggio. Solo così si può garantire il principio di precauzione.

Nessuna tracciabilità

Viene abolito anche l'obbligo per i soggetti che le immettono in commercio di presentare procedure di valutazione e tracciabilità. I governi nazionali perdono così la possibilità di controllo. Non ci sarà più una reale tracciabilità e, in caso di danni, nemmeno la possibilità di ritirare i prodotti dagli alimenti in vendita e dall'ambiente.


Fonti:

Comunicato stampa ufficiale del Parlamento Europeo



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