La Lombardia è la prima regione zootecnica d’Italia, ma questo primato ha un costo sempre più evidente. In Lombardia si concentra il 40% dei capi nazionali di bovini e suini, con una densità fino a sei volte superiore alla media nazionale. Si tratta, quindi, di oltre 5,2 milioni di bovini e suini allevati nella regione, circa un capo ogni due abitanti. Un sistema che ha superato la capacità ecologica del territorio e che oggi mostra tutte le sue contraddizioni: mentre il numero di aziende diminuisce, la produzione si concentra sempre di più in grandi allevamenti intensivi.
Il risultato è un modello sempre più spinto, con impatti significativi su ambiente, clima e qualità della vita nei territori. In oltre metà dei comuni della Pianura Padana, il carico di azoto derivante dagli allevamenti supera la capacità dei suoli di assorbirlo, con conseguenze dirette su aria e acque. Anche sul piano climatico il dato è netto: mentre le emissioni complessive diminuiscono, gli allevamenti lombardi registrano un aumento delle emissioni di gas serra. A questo si aggiunge una forte dipendenza dall’estero per i mangimi, che rende il sistema fragile e vulnerabile agli shock dei mercati, oltre a mettere in discussione la sostenibilità economica del settore.
È questo il pesante quadro che emerge dalla ricerca “Allevamenti intensivi in Lombardia, anatomia di un eccesso. Impatti, criticità e traiettorie di transizione”, realizzata da Economia e Sostenibilità – EStà, su incarico di Legambiente Lombardia, Essere Animali e Terra!, nell’ambito della co-progettazione Agrieco 2.0, sostenuta da Fondazione Cariplo.
Il report analizza in modo sistemico gli impatti ambientali, sociali ed economici degli allevamenti intensivi in Lombardia, mettendo in evidenza criticità e limiti di un modello che oggi appare oltre soglia. La transizione verso modelli agroecologici non è solo una necessità ambientale ma una condizione per restituire equilibrio ai territori, garantire reddito agli allevatori e costruire un sistema alimentare più sostenibile, resiliente e giusto.
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