Daniel Monetti

Davide Marino
10 Aprile 2017
Concetta Vazzana
10 Aprile 2017
Mostra tutto

Nel 1996 si è laureato in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi di laurea sull’Ecologia, comportamento ed uso dell’habitat del cinghiale italico nella Tenuta Presidenziale di Castel Porziano a Roma. Nel 1997 ha portato avanti uno studio sull’analisi dell’uso dell’habitat e valutazione della dieta del cinghiale italico nella Tenuta Presidenziale di Castel Porziano a Roma, con una borsa di studio annuale da parte dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Nel 1999 per tre anni ha collaborato con la “Fondazione Internazionale Valsè Pantellini per la Ricerca e lo Studio delle malattie Degenerative”, portando avanti attività di consulenza, ricerca e studio sull’utilizzo dell’ascorbato di potassio contro le patologie degenerative.

Ambientalista convinto da sempre, nel 2001 entra in Greenpeace Italia, prima come coordinatore nazionale del volontariato e, successivamente, come Action Campaigner, per la definizione strategica delle campagne nazionali in atto, il coordinamento dei corsi di formazione e l’adeguamento delle campagne nazionali a livello locale. Ha lavorato come consulente per l’Agenzia per le Onlus, svolgendo una ricerca sul volontariato europeo dal titolo “Il volontariato in Europa, dalla partecipazione giovanile al mediattivismo”. Nel 2008 contribuisce alla fondazione e diviene membro del consiglio direttivo dell’associazione ambientalista Terra!, dove inizia a lavorare in qualità di coordinatore della campagna trasporti ed emissioni CO2 nel settore auto. Nel 2009, all’interno di Terra!, diventa il referente italiano per “Flotte Verdi – Cleaner Car Contracts”, progetto volto all’abbattimento delle emissioni di CO2 nel settore car rental e car lesing, in partnership con “The Netherlands Society for Nature and Environment”.

Dopo una parentesi di vita dedicata alla famiglia e al restauro di una casa di proprietà, dal 2017 rientra a lavorare con Terra! in qualità di coordinatore della “Scuola diffusa della terra – Emilio Sereni”, progetto di formazione per giovani agricoltori che rientra in un programma di campagna più ampio volto a denunciare l’attuale modello di produzione agroalimentare e a proporre nuovi modelli di sviluppo sostenibili in ambito agricolo e zootecnico.